sabato 8 novembre 2008

Trasversali

Ieri sera al Castello medioevale di Guardia Sanframondi si è svolta, stavolta organizzata dal PDL sannita, un incontro, sulla chiusura del P.O. ‘Marie delle Grazie’;  non abbiamo avuto la  possibilità materiale di consegnare dal palco le oltre 1000 firme raccolte dalla nostra iniziativa. Ci riserviamo, con calma, di farle recapitare all’organizzatore.  L’incontro ha avuto un profilo ed un interesse altissimo negli interventi di tutti i partecipanti, in cui per la prima volta tutti i politici  hanno smesso la casacca di partito ed insieme hanno cercato  soluzioni che impediscano l’impoverimento di questo territorio, tutto questo fino a quando non è intervenuto sia fisicamente che mentalmente in ritardo il sen. Izzo, appena arrivato ha interrotto in  modo inappropriato l’intervento del dott. Maiatico, poi quando è arrivato il momento di prendere la parola, nei 3 minuti di discorso ha iniziato con uno scambio di battute completamente fuori luogo con la coordinatrice dott.ssa Lombardo del Sannio Quotidiano … per poi finire con un battibecco con un ascoltatore in platea … ma in sostanza non ha detto niente in merito alla chiusura dell’ospedale. Dalle posizioni assunte dai politici di tutti gli schieramenti sembra che non dovrebbero esserci problemi nella riunione di consiglio regionale dato che tutti si sono detti contrari al piano Montemarano

ATTENZIONE  NON FACCIAMO CALARE LA TENSIONE FINO AL FATIDICO 25 NOVEMBRE , il motivo è molto semplice, per quella data bisogna preparare un documento propositivo, come richiesto in maniera esplicita dall’on. Boffa, ma ieri sera non si è capito né chi lo farà, né quando inizieranno i lavori.

venerdì 7 novembre 2008

Autoconservazione

Ieri sera  a Cerreto Sannita, durante l’incontro promosso dal PD sannita sulla chiusura del P.O. ‘Marie delle Grazie’  sono state consegnate dal palco, con la lettura di un comunicato le oltre 1000 firme raccolte dalla nostra iniziativa. Questa sera faremo lo stesso  durante l’incontro promosso a Guardia Sanframondi dal PDL. Poi i cittadini valuteranno, anche con il nostro contributo, sull’uso che i due schieramenti faranno delle firme lette come  espressione popolare e come segno che viene dal territorio fortemente penalizzato da questa scelta.  Salvare Cerreto, salvare l’ospedale di Cerreto significa salvare la politica!  Quella fatta di partecipazione, di condivisione, di coinvolgimento. La politica è fatta anche di programmazione di metodologie per la risoluzione di problemi complessi ! Ora, in questa sciagurata decisione, senza scomodare l’art. 32 della nostra Costituzione o i principi fondamentali della legge 883 del 1978   istitutiva del  SSN. che pure parla  testualmente di ‘superamento degli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del paese’; ci chiediamo dove sono finiti il coinvolgimento degli enti locali, la contrattazione, l’assemblea dei sindaci, il coinvolgimento dell’Ente  provincia… Dove è finita la pianificazione e la programmazione della gestione sanitaria nella nostra Regione ?  Ecco perché chiudere Cerreto significa oggi, molto semplicemente decretare nelle nostre zone il fallimento della politica, quella capace di incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali, perseguendo l'interesse di un soggetto, sia esso un individuo o un gruppo. Quella politica,  badate bene, che non è stata capace  non solo di progettare il futuro ma è riuscita ad annientare il presente.

icoraggiosi, fanno appello, un po’ ironicamente, a quel senso di autoconservazione che da sempre è tipico della classe politica  proponendo questo semplice abbinamento duale: Se chiuderà Cerreto significa che chiuderà la politica che in queste condizioni ed in queste realtà non avrà più motivo di esistere.

mercoledì 5 novembre 2008

Oltre 1000 firme sul piatto


Firme che consegneremo  non simbolicamente alle forze politiche che organizzano, in queste ore,  incontri per dibattere sulla  Sanità in generale  e sulla chiusura del presidio di Cerreto Sannita, in particolare. Questi partiti sappiano che saranno  sotto osservazione, saranno oggetti di monitoraggio per evitare il doppio gioco, che in pubblico si esprimano contro la chiusura dell’Ospedale   e nel chiuso delle segreterie   decidano altro! I cittadini che hanno firmato avranno la memoria lunga… molto lunga. Le prime mille firme raccolte per la petizione contro la chiusura dell’Ospedale di Cerreto Sannita iniziata il 20 Settembre dalla nostra Associazione sono provocatoriamente sul piatto. Come è noto La petizione si oppone ai contenuti del Piano di rientro del disavanzo predisposto dall'Assessorato regionale alla Sanità, secondo il quale l'ospedale di Cerreto Sannita verrebbe ‘accorpato’ a quello di Sant'Agata dè Goti, con il consequenziale trasferimento di tutte le risorse in una nuova struttura di recente realizzata in quel  territorio. 

I cittadini che hanno aderito all’iniziativa de ‘icoraggiosi’  esprimono il  dissenso verso l'iniziativa dell'Assessorato regionale alla Sanità; chiedono la revoca della misura di soppressione e trasferimento dell'ospedale;  e vogliono una riorganizzazione del servizio ospedaliero, ma che tenga conto del territorio della valle telesina,  già privato delle guardie mediche, e ora del Presidio ospedaliero al fine di garantire adeguati livelli assistenziali per il cittadino-utente.

 

Firma la petizione on line

lunedì 3 novembre 2008

Le prime 1000 firme


Le prime mille firme per la petizione contro la chiusura dell’Ospedale di Cerreto Sannita iniziata il 20 Settembre dalla nostra Associazione. L’iniziativa, come è noto, si oppone ai contenuti del Piano di rientro del disavanzo predisposto dall'Assessorato regionale alla Sanità, secondo il quale l'ospedale di Cerreto Sannita verrebbe ‘accorpato’ a quello di Sant'Agata dè Goti, con il consequenziale trasferimento di tutte le risorse in una nuova struttura di recente realizzata in territorio di quest'ultimo comune. 

Fermo dissenso verso l'iniziativa dell'Assessorato regionale alla Sanità; revoca della misura di soppressione e trasferimento dell'ospedale; queste le richieste contenute nell’iniziativa de icoraggiosi i quali chiedono una riorganizzazione del servizio ospedaliero che tenga conto del territorio della valle telesina,  già privato delle Guardie mediche, al fine di garantire sul territorio adeguati livelli assistenziali. iCoraggiosi informano che la raccolta delle firme continuerà  sia in forma cartacea sia on line al seguente indirizzo: http://www.icoraggiosi.altervista.org/pagina_15.html

sabato 1 novembre 2008

Acqua in bocca


Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del Decreto Legge 133 del 25 giugno 2008, Comma 1, 5 , 8 e 9 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni,milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese cultura e fede del mondo. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

Maggiori informazioni: Acqua in bocca.