lunedì 30 marzo 2009

La responsabilità di un nuovo scenario.

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Tra gli scopi principali dell'Associazione ‘icoraggiosi’ vi è quello di praticare e promuovere l’impegno culturale, politico e civile nella comunità e sul territorio; riaffermare, in particolare, il valore della politica come forma di volontariato che sappia essere strumento di crescita sociale oltre che di composizione e mediazione di esigenze e attese dei cittadini. Con questa premessa e con questo spirito vogliamo condividere valutazioni semplici sulla crisi determinata nell’amministrazione guardiese.

Di recente il leader dei popolari Udeur si è collocato nel centro destra determinando con la sua scelta politica uno scompaginamento delle alleanze in varie amministrazioni ed enti. Guardia è una di queste, retta dal centro sinistra nel quale allocava anche l’Udeur.

La domanda, posta per iscritto nominalmente dalla restante parte della compagine amministrativa, era di fare chiarezza rispetto alla collocazione dell’Udeur in un nuovo, mutato scenario politico. Il recente manifesto dei popolari Udeur sembra non lasciare dubbio alcuno … si sono chiamati fuori dall’amministrazione.

Ne consegue un quadro generale nel quale, al Comune di  Guardia Sanframondi, il centro sinistra è minoritario. Questo è il punto politico! Oggi è mutato il quadro di riferimento per il collocarsi di una forza politica un uno schieramento diverso da quello iniziale.

Ne consegue che:

  • O, si prende atto di questa debolezza determinata, e si ridà la parola ai cittadini;
  • O, si ‘lavora’ per una ricomposizione rabberciata, non aderente al mandato iniziale dei cittadini, con gli stessi soggetti che questa crisi hanno determinato;
  • O, si ridisegna un nuova alleanza nella quale gli interlocutori possono essere presenti in tutto l’arco del centro destra;

Tutto qui, chiediamo solo che, in questi momenti di difficoltà per la nostra comunità, si adotti chiarezza e rispetto verso i cittadini, sia reso chiaro, lineare e trasparente ogni possibile variante e percorso adottato, assumendosene limpidamente e politicamente tutta la responsabilità.

Associazione ‘icoraggiosi’

lunedì 23 marzo 2009

Domanda: dove vai ? Risposta: porto pesci.

Bisogna assolutamente chiarire le questioni poste dal recente manifesto UDEUR. Non perché ci sia una sorta di disagio nel vedere impiegata tanto maldestramente una ironia da persone a tanto non qualificate, ma perché c’è “una questione politica di fondo”.

Un manifesto impegnato per dar risposta ad un cittadino che probabilmente, stufo di passare per un contafrottole, peraltro da parte di chi contafrottole lo è per davvero, ha ritenuto di esprimere il suo punto di vista, come persona che ha partecipato a tutte le tarantelle che si sono volute ballare per redigere i cosiddetti documenti, mi sembra francamente sprecato. Il fatto è che non si è voluta perdere l’occasione anche per gettare quel tanto di fango su di me (sport praticato ormai a destra e a manca) che consentisse di ritirare rapidamente una mano vigliacca.

Andiamo per ordine.

Intanto nessuno giochi d’azzardo pensando che il “famoso documento” non esista o che chi lo detiene non lo tiri fuori. Esiste ed è stato firmato, alla presenza del segretario dell’Udeur, del presidente della Margherita, del rappresentante di Liberi di Cambiare, del rappresentante del Nuovo PSI e del sindaco uscente, dal candidato sindaco, dal segretario DS, da Vincenzo Falato e da Giuseppe Falato in qualità di garante delle verbalizzazioni. Una osservazione: ma con quale cinismo si è messa una persona, il candidato sindaco, in una tale trappola se i presenti già avevano in mente di non riconoscere questo impegno? Perché non dirlo in quel momento? La risposta è semplicissima: tutto sarebbe dipeso dall’esito delle elezioni. E’ dalla verifica a posteriori, quella comoda, che scaturiscono le corpose richieste dell’Udeur. Né io ho impedito che fossero per loro  esaudite. Tanto è vero che su invito del sindaco e richiesta del mio partito, ho accettato la delega al bilancio, personale e altro. Il mio partito, dimostrando un grande senso di responsabilità, ha rinunciato alla condizione posta per la partecipazione alla competizione elettorale. Storia vecchia e chiusa.

In secondo luogo nessuno faccia il furbo. Le domande poste in ordine di tempo sono due, anche se il loro ordine per importanza si è invertito o, addirittura, si sono fuse. Se il segretario nazionale dell’Udeur ha fatto una scelta che contraddice il quadro politico locale, c’è bisogno di un chiarimento o no? Se c’è una riorganizzazione delle deleghe, da me sollecitata in uno scritto pubblico del giugno 2008 che aveva come incipit “l’azione dell’Amministrazione è pigra”, c’è bisogno di darne una spiegazione politica o no? Si deve redigere un documento, questa volta pubblico, in cui si danno le ragioni politiche di una ripartenza, si individuano gli obiettivi da raggiungere e i metodi che si intendono adottare, o no?

Sia chiaro che queste sono richieste ineludibili e nessuno si illuda di annacquarle con delegazioni, comitati o sedicenti rappresentanti. La questione si risolve all’interno della Amministrazione o non si risolve. Impegni fasulli per altri non ne assume più nessuno: questo è l’insegnamento che viene dal “famoso documento”.

Non, quindi, come io ho proposto di gestire i lavori pubblici quando ne ero assessore. Non sono “custode della trasparenza e della legalità” come ironicamente si esprime l’estensore del detto manifesto. Sono solo uno che definisce ladro chi ruba e colluso l’amministratore che gozzoviglia con l’impresa , secondo il buon senso comune nazionale. La mia azione era tutta rivolta a  preservare tutti da simili, possibili eventualità in funzione della salvaguardia della risorse della comunità.

Anche nelle nuove funzioni che sono stato chiamato a svolgere ho applicato la stessa metodologia. Che è innanzi tutto di proposte da realizzare previa discussione e condivisione come l’anagrafe scolastica, per la delega alla edilizia scolastica; il progetto per la gestione del verde approvato dal consiglio, per la delega al verde pubblico; la aerofotogrammetria, disponibile, ed il WebGis, operativo a giorni, per la delega all’urbanistica; la proposta per la redistribuzione degli spazi ed il riassetto del personale, in corso di faticosa attuazione, per la delega al personale; la redazione critica del bilancio con l’indicazione degli obiettivi per i diversi servizi, che dovrebbero stimolare e motivare il personale, insieme con il progetto per la valutazione oggettiva del patrimonio comunale, per la delega al bilancio.

Non sarebbe male se, invece di passare il tempo a chiedere sempre e sempre di più in omaggio ad una sconsiderata visibilità e una improbabile pari dignità, abiti che a volte nascondono solo voglia di potere per il potere, si lavorasse in favore di questa nostra comunità.

Al mio presidente,Mario Plenzik, rivolgo una esortazione: continua il buon lavoro della nostra associazione e leggi in questo scritto tutte le ragioni che ci impongono di restare ad onta di ogni avverso parere.

La mia solidarietà, naturalmente, a Carlo Falato.

Raffaele Garofano

domenica 22 marzo 2009

La sindrome del sergente...

Sento di dover intervenire sul comunicato, datato 21 marzo 2009, dei Popolari Udeur di Guardia Sanframondi, a seguito di una serie di valutazioni di carattere politico sulla questione locale, e soprattutto perchè in tale comunicato vengo tirato in ballo in maniera scomposta: basti pensare che con le questioni dell'attuale Amministrazione, come avrebbe detto un mio antagonista, c'entro come il cavolo a merenda. Ma una serie di domande mi sono venute alla mente e le voglio condividere con voi.

Ma perchè l'Udeur locale, al posto di spiegare quali sono le iniziative che ha prodotto in questi due anni di amministrazione in cui ha avuto due assessori, di cui uno vicesindaco, quattro consiglieri, due rappresentanti in seno alla Comunità Montana del Titerno, di cui uno assessore, si affanna a dover dare spiegazioni in relazioni a fatti che nel bene o nel male si sono conclusi, con l'elezione di un nuovo Sindaco, di una nuova Amministrazione e di un programma di mandato?

La risposta è contenuta, secondo quanto scritto, nel fatto che si è messo “in atto, nei confronti dell'UDEUR, una azione di delegittimazione e di offese che dal marciapiede si trasferisce su siti web ed in articoli domenicali”. E' per questo motivo che si chiarisce, sempre nello scritto UDEUR, che è “falso” che l'Udeur abbia contestato l'amministrazione Falato nei due ultimi anni di mandato, che è “Pura e semplice fantasia” che l'amministrazione Falato stesse perseguendo una azione di controllo sui lavori pubblici (come se non fosse un dovere di un amministratore comunale), che l'Udeur avesse messo da parte il Sindaco uscente per favorire la candidatura di Ciarleglio (su questo avete ragione perchè sono stato proprio io a tirarmi fuori quel famoso “Giorno della Liberazione”, avendo da tempo capito da più punti di vista, anche dal mio partito dell'epoca, di non essere gradito nella continuazione di una esperienza amministrativa e che la mia fuoriuscita dalla scena politica locale avrebbe potuto al meglio risolvere quella esigenza di “pacificazione sociale” da tutti richiesta). E dopo il 25 aprile si è composta una amministrazione, un Sindaco un programma, una elezione, a cui, a questo punto, mi pento di aver contribuito a sostenere. Dopo di che il nuovo che si è formato, nello slancio delle idee che aveva proposto e nell'ottica di trovare le condizioni di una pace sociale ha avviato il suo percorso fino ad oggi, con risultati che anche il volantino UDEUR esplicita: una, non si sa ancora se irreversibile,profonda crisi politica e di rapporti interni.

Cosa c'entra tutto questo con ciò che è avvenuto due anni fa?. Forse, come dice un mio amico che fa questo di professione, è la esplicitazione della sindrome del “Sergente”: quando qualcosa non funziona, al posto di assumersi le proprie responsabilità, si cercano di trovare argomenti per attribuirle al “Sergente” di turno. Al posto di pensare al passato cercate di lavorare per programmare il futuro, per il bene di questa comunità. 

Carlo Falato

sabato 21 marzo 2009

Ora o mai più

Si rincorrono in questi giorni, a Guardia Sanframondi, argomentazioni di ogni tipo da parte di gruppi politici, gruppi consiliari e associazioni, sulla questione amministrativa locale. A titolo, esclusivamente personale, da cittadino di questa comunità, sento il dovere di esprimere una valutazione largamente condivisa, che si può, cioè, sentire semplicemente incontrandosi al bar tra conoscenti, tra amici o tra chi ha anche una qualche responsabilità di ordine politico. La valutazione è la seguente: è mai possibile che in un momento di crisi economica difficile, non solo per Guardia ma di carattere globale, le argomentazioni politiche che alimentano il dibattito locale si fermano esclusivamente a rivendicazioni di spazi mancati o da ottenere, oppure si ritorna su scelte fatte in tutta consapevolezza individuandole come vulnus per una difficoltà amministrativa? Non sarebbe il caso di unirsi o di dividersi su soluzioni, idee e progetti concreti? Il messaggio che la gente comune del nostro paese coglie è di una amministrazione comunale oramai prigioniera di se stessa e di questioni irrisolte che oramai si trascinano avanti da anni. E’ il momento in cui o si riesce a mettere al centro della discussione politica un programma serio di breve e medio periodo, da chi ha responsabilità politiche, in maniera chiara, pubblica ed aperta e le pone come motivazioni forti per la propria esistenza in vita oppure si chiariscano le reali volontà dell’amministrazione comunale e se ne traggano le dovute conclusioni. Questa considerazione è dovuta, e non è un ultimatum o una voglia di ingerenza nelle questioni politiche locali, ma vuole essere un richiamo alle responsabilità ed alla voglia di amministrare e di realizzare obiettivi importanti per il nostro paese. Ma perché è importante uscire dall’empasse? Lo è perché si stanno costruendo in questi mesi tutte i bandi per accedere alle risorse che la Comunità Europea ha messo a disposizione della Regione Campania. Risorse che, lo ricordo per tutti, devono colmare il gap di arretratezza delle regioni del mezzogiorno d’Italia rispetto alle altre regioni europee. E’, senza enfasi, l’ultima vera occasione fino al 2013, di riuscire a portare a casa un qualche importante obiettivo per il paese. E quindi, non sarebbe il caso di cominciare a definire degli obiettivi strategici per il centro storico, quali sono le azioni concrete da intraprendere per valorizzare l’ambiente, le produzioni tipiche, il paesaggio, le tradizioni antiche del nostro paese, quali sono, in tempi di ristrettezze economiche, le azioni per tutelare i diritti delle persone più deboli, quali azioni per migliorare la qualità dei servizi e migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini.

Dico questo, perché se non si risolvono a breve positivamente le dispute interne all’amministrazione rischiamo di brutto di vederci passare davanti opportunità concrete e non essere in grado di coglierle.

Si dovrebbe, senza indugio, mettere a punto una fabbrica delle idee sui temi prima enunciati su cui raccogliere tutte le persone disponibili ad unirsi e dare una mano per realizzarle. Siamo ad un anno e mezzo dai Riti dell’Assunta, quali iniziative si vogliono prendere? Come si vuole gestire la comunicazione su questo evento? Si riuscirà a far fronte con le risorse locali, ad una così imponente manifestazione,  per le questioni dell’ordine pubblico, per i servizi che devono essere adeguati al carico di persone che potrebbero visitare Guardia? Quali iniziative si vogliono prendere per fronteggiare queste esigenze e nel contempo tutelare una antica Manifestazione di Fede?

Ed allora, le forze politiche, gli amministratori comunali di Guardia, di maggioranza e di opposizione, ci facciano comprendere se ci vogliono amministrare sul serio o vogliono passare il tempo a dirimere questioni di parole dette o non dette, oppure, il che è ancora peggio,  a tenere ingessata una comunità.

Carlo Falato

venerdì 20 marzo 2009

'icoraggiosi' e il porcospino

È sorprendente vedere con quanta facilità e con quanta prontezza si manifestino, in un semplice scritto apparso sul web, la presunzione, la superbia e l’insolenza che contraddistingue il carattere di un’aggregazione politica di stampo locale. Un’associazione, denominata “iCoraggiosi”, composta di persone che, evidentemente, nei loro rapporti con l’esterno, hanno sempre fatto come la luna, mostrando cioè sempre una parte sola, sottraendo, cioè, alla vista quella che è la vera faccia.
Nessuno, cari “Coraggiosi”, può passare a lungo per quello che non è. In ogni modo, rispondendo alle fantasticherie della nota in questione, voglio dedicarvi alcune mie considerazioni, o per meglio dire, opinioni, che, sono persuaso, andranno a fortificare le fondamenta delle convinzioni dei cittadini guardiesi in merito alle reali intenzioni della vostra associazione.
Cari “Coraggiosi”, fin dalla prima apparizione sulla scena politica guardiese vi siete rivelati come perfetta sintesi di due vizi: da una parte il narcisismo dall’altra l’arroganza. Il vostro atteggiamento politico, poi, all’interno del centrosinistra, è stato ed è tuttora, quantomeno indefinibile e del tutto assimilabile a quello dei porcospini. I porcospini infatti, soprattutto d’inverno, si stringono l’uno addosso all’altro per riscaldarsi reciprocamente e proteggersi dal gelo. Ben presto, però, si sentono pungere, ciascuno, dagli aculei dei vicini; e ciò li fa scostare l’uno dall’altro. Ogni volta che il bisogno di scaldarsi li fa riavvicinare, tornano a essere tormentati al medesimo modo, e così continuano a essere sballottati fra l’una e l’altra sofferenza, finché trovano una sistemazione con la quale, standosene separati da una ragionevole distanza, possono sopportale entrambe meglio che possibile.
A chi legge trarre le dovute conclusioni.
Fatta questa doverosa, ma quanto mai necessaria constatazione di fatto, consentitemi un’aggiunta: considerato che sul sito internet, http://www.icoraggiosi.altervista.org/, sono stato tirato in ballo, in maniera non proprio velata, da una nota a firma di Angelo Mancini (lo stesso Angelo Mancini dei trascorsi universitari romani?), voglio precisare che, chi scrive, ovvero Raffaele Pengue (l’anonimato non appartiene alla mia cultura), non ha certamente “desideri reconditi” (io li definirei convincimenti più che legittimi, visto i fatti, le opere, dei vostri rappresentanti comunali e di partito), ha soltanto la pretesa di “aver ragione” sulle cose che dice e che pensa; d’altronde sulla questione da me sollevata sulla stampa locale non esistono verità assolute (chi può dirlo?), ma solo opinioni (evidentemente, voi che presidiate fisicamente all’interno e all’esterno 365 giorni all’anno la Casa Comunale, dovreste essere più informati), però penso che le mie “opinioni” siano quanto di più vicino alla verità. Diciamo perché l’esperienza accumulata in fatto di persone, stereotipi, psicologia e mentalità - soprattutto di una ben definita parte politica guardiese - mi aiutano a comprendere e destreggiarmi abbastanza bene tra certe situazioni della scena politica strapaesana.
L’aggiunta: per la verità, cari “Coraggiosi”, non me ne frega assolutamente niente delle vostre opinioni al riguardo, delle “voci” che sentite di dentro o di fuori, di quelle che nella nota in questione voi definite puerilmente “illazioni”, “segreti”, “profezie”.
Faccio un’aggiunta bis: lasciate perdere le calunnie, i buoi, gli stallieri e quant'altro, le “manovre basse e inconfessabili”, “voci velenose” messe in giro ad arte; probabilmente è vero - anzi io quasi quasi toglierei il probabilmente - tuttavia, per quanto mi riguarda, colui o coloro che, come ho avuto modo di riportare nell’articolo, si appresterebbero a “saltare il fosso”, possono starsene tranquillamente a pescare pesce azzurro o rosso o andarsene su Marte. Chi se ne frega. Fatti loro.
Aggiunta tris, e chiudo: continuate così. Continuate a recitare litanie per darvi coraggio. Ma, vi prego, in futuro non scomodate il grande Eduardo per delle scempiaggini da bassa politica.
A Guardia anche le pietre sanno quello che, in maniera più o meno occulta, si sta consumando da tempo nelle stanze della politica, soprattutto in quelle del centrosinistra.
Stanze di cui, evidentemente, alla vostra associazione viene negata copia della chiave.
Raffaele Pengue (da infosannio.com)