martedì 17 marzo 2009
Le voci di dentro
venerdì 13 marzo 2009
La favola continua ….. e il paese aspetta.
Sono ormai quattro anni che a Guardia si dibatte sul problema dell'Amministrazione, che a mio parere, anche avendo delle buone potenzialità individuali ... resta al palo. Una specie di stitichezza dovuta al peccato originale.
Infatti bisogna partire dall'amministrazione Falato per incominciare a capire qualcosa, di fatti negli ultimi due anni di questa amministrazione c'e stato un attacco sotterraneo, ma non per questo meno violento, del gruppo che attualmente si definisce come UDEUR , allo stesso sindaco che aveva la colpa di lasciare esercitare le deleghe all'assessore ai lavori pubblici Raffaele Garofano il quale in base ad uno “ strano “ principio di trasparenza e legalità aveva osato proporre, si badi proporre, che i lavori pubblici a Guardia fossero soggetti ad un doveroso e naturale sistema di controllo. Si era in una situazione nella quale le imprese decidevano se i lavori fossero ultimati, quale fosse il loro costo, se fossero fatti a regola d’arte, secondo un modo di fare che durava da decenni. Lo stesso assessore aveva fatto conoscere ai cittadini lo stato dei lavori pubblici a Guardia con i relativi importi di spesa con un manifesto pubblico, da lui firmato a nome dell’Amministrazione, ed inoltre aveva pubblicato sul sito comunale “ Il libro bianco “ con il quale faceva pedissequamente la cronistoria completa degli atti degli appalti pubblici del Comune di Guardia dal 1960 al 2007 (è errore che parecchi cittadini non lo conoscano). Come è andata a finire lo sappiamo tutti: l'Amministrazione succitata si è trascinata, anche producendo dei buoni risultati che nessuno ha voluto vedere a cominciare soprattutto dai maggiorenti del centro - sinistra, fino alla fine del mandato naturale .
Dicevo appunto che nessuno ha voluto vedere quanto di buono aveva fatto l'amministrazione Falato nonostante il boicottaggio silente del gruppo attualmente UDEUR e di alcuni consiglieri della maggioranza che succubi dei capi storici esterni non vedevano l'ora che questa esperienza finisse aspettando nuove opportunistiche occasioni che sarebbero arrivate... sic !
Finalmente siamo arrivati alle schermaglie per la elezione del Sindaco attuale.
Andiamo per ordine. Dando per assodata la coalizione Margherita/DS si è pensato (per vincere) di rincorrere ancora una volta l'UDEUR facendo finta che prima non fosse successo niente. Chi scrive ha partecipato in qualità di delegato DS a tutte le trattative ufficiali pre elettorali, anche con il neonato movimento politico “ Liberi di cambiare “ che diceva di voler dialogare a 360 gradi con tutti per costituire un governo di salute pubblica per il nostro paese.
Dopo una infinita ed estenuante trattativa tra tutti e tra nessuno si arriva alla composizione di una lista di centro sinistra (Margherita-DS-Liberi di Cambiare- UDEUR e Nuovo PS) che fino alle ultime ore aveva come sindaco riconfermato Falato mentre nell'ultima e definitiva riunione salta fuori la nomina del sindaco attuale Ciarleglio che a detta di tutti aveva fatto si che l'UDEUR facesse parte della coalizione (forse vi è anche la promessa del futuro assessorato ai L.P.).
Si passa alla parte finale è cioè brutalmente alla spartizione delle cariche in base alla pesatura dei voti per i partiti mentre il movimento “ Liberi di cambiare “ adducendo di rappresentare la società civile avrebbe dovuto portare quel valore aggiunto “ le novità e la buona etica “ visto che a detta del futuro sindaco “ i partiti avevano fallito” e quindi chiede oltre al sindaco due assessorati .
In questa riunione che si tenne presso la Sede del GAL si addivenne all'assegnazione degli assessorati e di tutti gli incarichi con l’impegno dell'assegnazione dell'assessorato ai L.P. ai DS, in segno di continuità, e garantito con firma di un documento dal Sindaco, alla presenza di tutti i responsabili delegati della coalizione e da nessuno dei quali esplicitamente e apertamente disconosciuto. L’accordo non è stato mantenuto a scorno di chi non è stato in grado o non ha voluto mantenere la parola data per iscritto, il Sindaco, e ciò nonostante i DS, per senso di responsabilità, hanno accettato la diversa attribuzione di deleghe proposta.
Ed ecco che a distanza di mesi il Sindaco riconosce il problema posto, di assurdità della scomposizione delle deleghe, riunifica l’assessorato ai LL.PP. propriamente e meno propriamente qualche altro. Tira e molla con il Vice Sindaco UDEUR che si dimette o forse no (certamente la lettera di dimissioni arriva ed è protocollata), fa la sua proposta ma…c’è un ma. Come al solito lo vuole fare senza chiarire i motivi politici, senza indicare obiettivi, senza definire metodi. Alla solita maniera cioè, vaga, che consente di impegnarsi su tutto o su niente. In mancanza di questi passaggi fondamentali qualcuno questa volta non ha firmato l’accettazione e quindi i decreti di nomina restano al palo.... La favola continua ….. e il paese aspetta.
Vincenzo Falato
giovedì 12 marzo 2009
Una legge contro il territorio
Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l'architettura non dipendono da un'anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell'edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c'è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese.
Gae Aulenti
Massimiliano Fuksas
Vittorio Gregotti
sabato 7 marzo 2009
La 'guardiense' ha una nuova giunta eletta
La cantina sociale 'la guardiense' ha una nuova giunta eletta all’unanimità con voto palese, in cui, per la prima, volta è presente una donna è un consiglio di amministrazione che si è dato obiettivi condivisi è sfidanti, nella consapevolezza che la crisi va affrontata a viso aperto, con strategie chiare, lavorando innanzitutto alla creazione di un clima di fiducia tra gli operatori del settore, le istituzioni e le agenzie di sviluppo del territorio.Dopo le elezioni dell’ 8 febbraio u. s., gli 11 consiglieri eletti (6 provenienti dalle file del circolo viticoltori e 5 da quelle della coldiretti), che sono Domizio Pigna, Concetta Pigna, Conte Giuseppe, Silvio Di Lonardo, Italo Maffei, Pellegrino Pica, Salvatore Garofano, Mario Sebastianelli, Carlo Sebastianelli, Angelo Sebastianelli, Carlo Falato, hanno deciso, prima di eleggere gli organi, di darsi un metodo di lavoro innovativo, che è consistito in un lavoro comune, finalizzato ad approfondire aspetti di conoscenza e ad individuare eventuali strategie condivise. Questo lavoro, organizzato in tre sessioni di focalizzazione dei problemi ed a cui hanno preso parte sia una delegazione del circolo viticoltori che una della coldiretti, è stato supportato da puntuali momenti di analisi effettuate dalla Giunta uscente nonché dai tecnici della stessa Cooperativa. Questa fase di approfondimento, realizzata in un clima di franco confronto, ha creato le condizioni per superare divergenze e focalizzare l’impegno di tutti sugli obiettivi sfidanti che la difficile congiuntura economica pone e porrà sempre di più all’azienda e all’intero settore vitivinicolo, in un contesto di difficoltà dovuto ad una crisi finanziaria di ordine mondiale, in cui diminuiscono i consumi in generale e molto di più i consumi dei prodotti vinicoli. Dopo questo percorso molto centrato sui temi e sulle strategie è stato riconfermato Presidente della Cantina Pigna Domizio, anche alla Vice Presidenza è stato riconfermato Garofano Salvatore. Nella Giunta composta da 5 persone, oltre al Presidente e al Vice Presidente, sono presenti: Silvio Di Lo nardo - agricoltore, Concetta Pigna, agronomo, specializzata in economia e politica agraria, tecnico Formez, esperta di temi legati allo sviluppo locale e all’attuazione delle politiche comunitarie e Mario Sebastianelli impiegato, da sempre legato al mondo dell’agricoltura.
Prima dell’elezione degli organi il CdA ha sottoscritto un comune documento d’intenti che ha come punti qualificanti:
venerdì 6 marzo 2009
Comunicato/invito
Il 12 marzo Massimo D’Alema a Villa dei Papi
Futuridea, Associazione per le Innovazioni utili e Sostenibili presieduta da Carmine Nardone e la Fondazione di Cultura Politica Italianieuropei presieduta da Massimo D’Alema, con la collaborazione della Fondazione Mezzogiorno Europa e della Lega per le Autonomie, organizzano per il 12 marzo 2009 alle ore 10,00, presso la sala conferenze di Villa dei Papi in Benevento alla Via Perlingieri 1, un SEMINARIO sul tema: ” CRISI, SOSTENIBILITA’ E INNOVAZIONI: PROPOSTE PER LA CAMPANIA E IL MEZZOGIORNO”. Il programma, dopo le relazioni di Filippo Bencardino Rettore dell’Università degli Studi del Sannio e Carmine Nardone Presidente di Futuridea prevede “TESTIMONIANZE DAL MONDO DELL’INNOVAZIONE”. I lavori saranno conclusi da Massimo D’Alema Presidente Italianieuropei. Ufficio Stampa Futuridea Luigi La Monaca
martedì 3 marzo 2009
NUCLEARE? NO GRAZIE
Da qualche giorno abbiamo appreso dagli organi di stampa dell’accordo tra Italia e Francia sulla costruzione di quattro centrali nucleari di terza generazione nel nostro paese.
Il nucleare è una tecnologia vecchia, superata, che tutti i Paesi d'Europa stanno smantellando. La Francia per rientrare dalle perdite in questo settore, finanziato dal governo per scopi militari prima che civili, sta tentando di vendere ad altri Paesi questa obsoleta tecnologia. Nel 1987 con un referendum abrogativo gli italiani hanno cestinato questa fonte di energia. Se si vuole tornare indietro bisogna ripercorrere lo stesso iter democratico (ignoto evidentemente al governo). Il nucleare non può essere deciso né da Scajola né da Berlusconi, solo dai cittadini. Il nucleare è una bomba a scoppio ritardato che entrerà in funzione tra molto, molto tempo, quando invece dovremmo investire sulle energie alternative. Le centrali nucleari di terza generazione sono quelle di trent'anni fa. Oggi c'è una tecnologia, che si chiama di quarta generazione post nucleare, su cui si stanno facendo delle sperimentazioni, dove anche l'Italia sta facendo la sua parte. Fare oggi le centrali nucleari vuol dire comunque arrivare ad una soluzione che non arriverà prima del 2050.
Bisogna trovare il sito, bisogna mettere d'accordo le popolazioni, e bisogna sapere dove mettere le scorie. Piaccia o non piaccia, siccome in natura nulla si crea e nulla si distrugge, queste scorie radioattive, che durano migliaia di anni e faranno morire un sacco di persone, da qualche parte dovremo metterle, un posto bisogna trovarlo, e voglio vedere chi è disposto a tenerle sotto casa sua. Fare tutto questo investimento, sprecare tutti questi soldi, mettere a rischio la salute e l'ambiente del nostro Paese per arrivare ad una centrale nucleare già obsoleta nel 2050, e arrivarci quando la scienza e la tecnologia avrà già portato a termine altre soluzioni, come l'ottimizzazione dell'energia solare e dell'energia eolica, energie alternative non inquinanti e con minor dispendio di energie. Per questa ragione, mi pare inopportuno, dispendioso, pericoloso e ambientalmente distruttivo il ritorno all’energia nucleare.
E’ paradossale che mentre il presidente degli stati uniti Barak Obama indica tra le priorità della attività del suo governo lo sviluppo delle energie rinnovabili il nostro governo dà risposte diametralmente opposte. D’altronte lo sviluppo delle energie alternative consentono la creazione di milioni di posti di lavoro che non sarebbero realizzabili con il nucleare che richiede al contrario pochi posti di lavoro e solo specialistici.
Quello, però, che mi sorprende in tutta questa vicenda è che il tutto sta passando tra l’indifferenza totale delle forze politiche e delle organizzazioni ambientaliste. Dove sono finiti i partiti e le forze ambientaliste che al precedente governo non perdonavano neanche lo spostamento di un bidone di rifiuti?