domenica 22 novembre 2009

L’elemento di chiarezza dovuto a tutti guardiesi

image

In qualsiasi confronto, io cerco sempre di seguire un tirocinio che, parafrasando uno dei padri del nuovo c.p.p. italiano, sia guidato da una regola fondamentale: dire tutto l’importante, con parole autentiche, scrivendo (o parlando) poco e chiaro [1]. Pertanto, raccolgo l’invito del Consigliere Comunale Ludovico Prete e rendo ancora più esplicita la mia posizione circa l’ amministrazione di cui sono parte e, più in generale, rispetto alla cosiddetta politica che si è praticata, che si pratica e che si vuol continuare a praticare in questo paese.

Anch’io sento dire ancora una volta, l’ennesima, che questa amministrazione non è che sia proprio ferma, ma per scovare quel “qualcosa” che ha fatto, bisogna essere degli abili rabdomanti della politica perché, in superficie, l’opinione dominante nella nostra comunità è un’altra: si vuole continuare a “sopravvivere istituzionalmente” fino a quando la ricerca (a volte mirata, a volte random) del cosiddetto capro espiatorio non giungerà a buon fine e si potrà tornare alle urne, tutti (in)soddisfatti.

Certo, le ragioni di questa situazione sono molteplici (e spesso non di natura politica), ma un dato non può essere messo in discussione: fin dall’inizio di questa esperienza amministrativa, sono mancate chiarezza e lealtà tra tutti i protagonisti e, in particolar modo, da parte di chi poteva e doveva essere il garante della coalizione che aveva vinto le elezioni.

Questa è, a mio avviso, l’unica vera causa della stagnante situazione politica che è sotto i nostri occhi. Non si spiega, infatti, come sia stato possibile che una maggioranza, legittimata da un notevole consenso elettorale, che ha avuto la fortuna di sedere in un Consiglio Comunale senza opposizione (perché divisa fin dal primo momento), non sia stata in grado di mettere in atto una efficace azione amministrativa.

Si dice, poi, che il rimedio è peggiore del male perché le elezioni anticipate sono addirittura “il disconoscimento delle regole democratiche”, ma allora devo dedurre che l’Italia è un paese totalitario, visto che, tranne il precedente governo Berlusconi, mai nessun governo nazionale è arrivato alla scadenza naturale del mandato elettorale! Va detto subito, però, che se il voto, oltre ad essere personale, uguale e segreto, non è soprattutto libero, come recita la nostra Costituzione, ma trova sempre la sua ragion d’essere nelle aspettative di coloro che vogliono essere clientes [2] a tutti i costi, allora forse è meglio non votare mai più.

Ciò posto, ritengo che non solo questo, ma nessun governo di Guardia Sanframondi, potrà essere “giusto” [3] senza un nuovo contratto sociale tra la politica e il cittadino, basato sui principi minimi della convivenza civile: a) il principio di imparzialità (inteso come l’adozione di metodi di esercizio del potere e della politica che evitino favoritismi preferenze e/o discriminazioni); b) il principio di legalità (inteso come l’obbligo di sanzionare con gli strumenti previsti dal Legislatore chi, senza giustificato motivo o per negligenza o per incapacità, non rispetta le regole).

Forse, come dice la canzone, I’m dreamer, perché penso ancora che politica derivi da polis e non sia mera aspirazione al potere (Max Weber), ma qualcuno mi smentisca con fatti e non con effetti speciali, affinché non debba convincermi definitivamente come Saint-Just che il popolo ha un solo nemico davvero pericoloso: il suo governo.[4]

In definitiva, ogni giorno che passa in questa ridente cittadina sui colli del Sannio, mi rendo conto che “lo spazio dell’esperienza oltrepassa l’orizzonte delle aspettative” [5], cosicché, mentre noi aspettiamo la Divina Provvidenza, discutendo di aritmetica politica, il mondo continua a correre in tutt’altra direzione.

Chiudo con una notazione personale: non sono un aspirante suicida, sempre in procinto di tagliarsi le vene, come qualche amico mi ha fatto notare anche in occasione della mia lettera di dimissioni da Assessore, e quindi, per una volta, voglio essere ottimista: se la sindrome di Stoccolma e il virus del potere per il potere continueranno a proliferare nella nostra comunità, assisteremo presto ad allegre e patologiche interpretazioni della realtà politica: spero negli anticorpi dei nostri concittadini.

Il Consigliere Comunale  Giuseppe Falato


[1] Franco Cordero, Procedura Penale, Roma, 7ª edizione.

[2] Soggetti non di condizione servile, ma nondimeno posti in condizione di sudditanza verso un patronus cui dovevano obbedienza: Dizionario Giuridico Romano, Napoli, 3ª Edizione.

[3] Per il concetto di giustizia come equità v. John Rawls, A Theory of Justice, Harvard College,1972, trad. italiana Milano 2009. Questo libro dovrebbero leggerlo tutti quelli che si definiscono democratici.

[4] AA.VV. , Il pensiero politico dall’antichità a oggi, Milano, 1996.

[5] Reinhart Koselleck, Futuro Passato, Genova, 1986.

sabato 21 novembre 2009

In bocca al lupo

conclusioni

Prendiamo atto dell’invito del Consigliere Ludovico Prete a essere di supporto a quest’amministrazione, ma ripetiamo quanto già detto in altre occasioni e cioè che l'associazione icoraggiosi, come recita il suo statuto, promuove l'impegno culturale, politico e civile nelle comunità e sui territori; riaffermando, in particolare, il valore della politica come forma di volontariato che sappia essere strumento di crescita sociale oltre che di composizione e mediazione di esigenze e attese dei cittadini.

Riaffermiamo che in più occasioni (vedi la sezione Proposte sul nostro sito) ci siamo fatti promotori d’iniziative volte a concretizzare e/o programmare interventi qualificanti per il nostro territorio e che questo è l’unico ruolo che vogliamo svolgere. Nel rispettare sia le decisioni altrui che tutte le istituzione vigenti, chiediamo che altrettanto sia fatto nei confronti dell’Associazione per cui sottolineiamo che:

  • I soci nella loro libertà e arbitrarietà possono far parte di qualsiasi partito o movimento politico;
  • L'associazione non intende assolutamente essere un partito politico ma vuole continuare a intendere la politica come volontariato senza dipendere da niente e nessuno se non dalle proprie idee e progettualità;

Detto questo nell’augurare all’amico Ludovico un in bocca al lupo per tutto quello che si prefigge di realizzare, invitiamo tutti i partiti, le associazioni, i movimenti e ogni singolo cittadino a pensare, progettare e programmare il futuro di questa nostra terra.

A breve avvieremo un ciclo d’iniziative volte a definire con precisione quale sviluppo immaginiamo per questo nostro Sannio. Siamo interessati ad affermare il principio della democrazia come partecipazione alle decisioni senza soffermarci su chi o cosa sarà chiamato a realizzarle.

Crediamo fermamente che il nostro territorio abbia delle potenzialità immense e che nello stesso tempo ci sono altrettante persone capaci di rivalutarle. Continueremo a essere propositivi, a criticare in modo costruttivo e a denunziare ogni atteggiamento che si discosta dalle regole del vivere e prosperare insieme.

Associazione coraggiosi   Il Presidente   Mario Plenzick

giovedì 19 novembre 2009

A Guardia uno dei quattro Uffici informativi sanniti

La sede dell'Ept di Benevento

La Regione Campania ha stipulato un protocollo d’intesa con l’EPT di Napoli per l’individuazione e realizzazione sul territorio provinciale campano di una rete di Uffici punti informativi per il turismo, ne sono previsti quattro sul territorio sannita  di cui uno sarà istituito a Guardia Sanframondi. Già in passato Carlo Falato assessore alla Cultura della Provincia di Benevento precisava  che:  “Il Sannio, grazie alla ricchezza naturalistica e storica del suo territorio, rappresenta un’offerta turistica della Campania diversificata. Dal percorso religioso o via della fede con Pietrelcina e Guardia Sanframondi, alla storia romana della via Appia con Benevento e Montesarchio e una ricchezza diffusa di borghi autentici lungo la via Latina con importanti tradizioni artigianali e storiche, oltre ad un’offerta enogastronomica che spazia dal vino aglianico alle carni pregiate. Ha inoltre degli attrattori importanti come le terme di Telese e centri storici di esclusivo pregio architettonico come Sant’Agata dei Goti e Guardia Sanframondi”

La scelta di Guardia accelera quel progetto strategico di valorizzazione del territorio, attraverso una rete che favorisce la connessione tra aree naturalistiche, borghi d’interesse storico, siti archeologici e percorsi religiosi, puntando l'attenzione su un turismo di qualità, di nicchia e non di massa, che evidenzia le peculiarità e le tipicità locali, spesso sconosciute a viaggiatori e turisti.

Va sottolineato che la realizzazione a Guardia Sanframondi di un punto informativo per il turismo rianima e riaccende il dibattito intorno alla crisi che in questi giorni attanaglia l’amministrazione guardiese guidata da Ciarleglio. I maligni affermerebbero che l’assessore provinciale e il gruppo che lo sostiene siano passati a ‘riscuotere’ dopo l’impegno profuso con le primarie del PD e il sostegno a Bersani.

mercoledì 18 novembre 2009

Non c'è niente da dire

guardia-sanframondi

Lo scenario è di quelli da lasciare senza fiato per qualche secondo ... la domanda si trasforma in una constatazione di fatto ... quasi in certezza ... vuoi vedere che in questo paese non c'è più niente da fare ma, sotto sotto, non c'è neanche più niente da dire? Ma andiamo per ordine.

Un cittadino ha il diritto di conoscere le risposte della politica e dei partiti alle grandi e/o piccole questioni che riguardano la sua vita, la sua comunità. Dalle risposte che la politica, in un particolare momento gli sa dare, può desumere parametri che adatta alla sua esperienza per trovare il suo filo nel labirinto della vita. La politica e gli uomini che sanno fornire quei fili e dare risposte, guadagnano legittimazione e autorevolezza ... Ma qui nessuno prende una posizione e chiarisce un suo pensiero.

Certo la vita di questa comunità, a ben guardare , è strana e sorprendente: Viviamo una crisi amministrativa grave e paralizzante, una ampasse che danneggia la politica, l'economia e la qualità della vita dei guardiesi. Eppure non si muove nulla! Non si muovono i partiti, non si muovono i soggetti che ritengono di essere protagonisti, non si muovono le associazioni, non si fanno sentire i cittadini...

Allora delle due l'una o si sta aspettando chissà quali nuove ... (cosa altro dovrà abbattersi sulle nostre povere teste) oppure, non c'è niente da dire. La verità è questa, la politica e gli uomini che ritengono di farla non sanno fornire e dare risposte, né tantomeno vogliono o immaginano di guadagnare legittimazione e autorevolezza.

domenica 15 novembre 2009

A ben guardare… qualcosa c’è da fare…

P1070214

Ciao coraggiosi!
Non so se per l'amministrazione comunale di Guardia Sanframondi non ci sia " più niente da fare", come dichiara l'articolo pubblicato sul sito: è un problema esclusivo della ex maggioranza uscita dalle ultime urne comunali. Sono innegabili, però, le contrapposizioni inconciliabili al suo interno che di fatto mettono questa consiliatura nell'impossibilità di lavorare serenamente e con un minimo di produttività e questo mette la comunità di fronte ad alcune problematiche.
In democrazia la sovranità è del popolo che la delega a un gruppo di cittadini espressione della maggioranza: qualora non c'è più la maggioranza la sovranità ritorna al suo legittimo possessore e cioè il popolo. Non esistono deroghe a tale principio; non ci sono scadenze, opportunità, accadimenti di sorta che possono far accantonare questo fondamento dello stato democratico. Se così fosse stato si sarebbe votato una sola volta, la prima, non solo in Italia, ma in tutte le democrazie. Se è legittimo ricercare maggioranze, anche diverse, in consiglio comunale, è doveroso riconsegnare il potere al popolo qualora le varie esplorazioni e i vari tentativi non approdino ad una maggioranza certa e determinata. La fine anticipata di una consiliatura non la si chiede, non la si cerca, è sempre un avvenimento spiacevole per la collettività, ma non la si può nascondere, ne’ viverla e rappresentarla come un dramma epocale della nostra storia foriera di chissà quali tragedie, ne’ considerarla come la fine e la panacea di tutti i nostri drammi sociali.
Bisogna viverla con compostezza, avendo il coraggio di analizzare i motivi di tale insuccesso non per non ricaderci più, ma per programmare meglio l'avvenire della nostra comunità. Non è questo il momento di fare il "pesce in barile", ma è il tempo di guardare avanti, di dare una prospettiva credibile al nostro futuro, di dare fiducia ai nostri concittadini sfibrati e sfiduciati da diatribe vecchie. Qualunque sia lo snodo di questa vicenda, abbiamo la necessità ineludibile di un cambio di prospettive. C'è un orizzonte politico che si sta chiudendo come un cappio intorno alla gola della nostra comunità e noi guardiesi tutti abbiamo il dovere civico di scongiurare questo pericolo.
Angelo Mancini

sabato 14 novembre 2009

Ospedali…

La troupe di “Striscia la Notizia”, il tg satirico di Canale 5, ha visitato il 20 Ottobre scorso il nuovo ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti (BN). L’inviato Luca Abete,  è entrato nella struttura, al momento ancora chiusa. Poi ha visitato anche l’ospedale di Cerreto Sannita. Ecco il servizio andato in onda: